Heroic Imagination Project

Oltre mezzo secolo di ricerche ci permettono oggi di affermare che, così come la maggior parte di noi non è “disposizionalmente” cattivo, è altrettanto vero che soltanto una minima parte appartiene alla categoria “epica” degli eroi, personaggi poco reali e distanti dal concetto di eroismo a cui fa riferimento Zimbardo e al quale si riferisce il progetto H.I.P.: “eroismo” inteso come incoraggiamento all'azione positiva, a superare la naturale tendenza umana a osservare, aspettare e rimanere passivi, quando sorge l'opportunità di agire per il bene altrui. In quest’ottica si realizza il progetto presso l’I.S.I.S. “Gramsci-Keynes” di Prato al fine di sollecitare gli studenti a confrontarsi con il bullismo, i pregiudizi, l’isolamento sociale e l'indifferenza passiva.

 

 
 
L’eroismo può essere appreso!
 
Heroic Imagination Project
dalla banalità del male alla banalità dell’eroismo
ALL EVIL STARTS WITH ONLY 15 VOLTS
Hannah Arendt, la giornalista presente al processo di Gerusalemme nel 1960 che vide come imputato Adolf Eichmann, il “contabile” di Hitler, coniò il concetto di banalità del male, contravvenendo al senso comune secondo cui il male è opera di alcuni individui predisposti ad agire secondo le direttive del proprio corredo genetico o di caratteristiche proprie di personalità. Un’ottica disposizionale che non convince neanche gli psicologi sociali, maggiormente interessati all’influenza dei fattori situazionali nella determinazione delle condotte umane. Psicologi come Stanley Milgram che nel 1961 scioccò il mondo con il suo esperimento sull’obbedienza all’autorità. Lo psicologo americano confermò le ipotesi della Arendt dimostrando come, sotto la pressione di una figura che incarna il ruolo dell’autorità ben il 65% delle persone comuni selezionate per l’esperimento impartiva scariche elettriche fino a 450 V ad una persona sconosciuta posta in un’altra stanza con i cavetti collegati ai polsi. Così come Philip Zimbardo, psicologo sociale dell’Università di Stanford ebbe modo di dimostrare con quale facilità “normali” studenti assegnati ad assumere il ruolo di guardie e di prigionieri si calavano nel ruolo fino a sconfinare oltre ogni limite di immaginazione del più creativo regista cinematografico. L’esperimento, la cui durata prevista era di due settimane, dovette interrompersi al sesto giorno, grazie all’intervento della psicologa Christina Maslach che “dall’esterno” riconobbe come il comportamento degli “attori” dell’esperimento stesse degenerando, fino a coinvolgere lo stesso Zimbardo, completamente calato nel ruolo di direttore del carcere.
L’esperimento della Stanford Prison si ripresentò, in tutta la sua scioccante attualità attraverso le immagini che nel 2004 fotografarono le atrocità a cui erano sottoposti i soldati irakeni nel carcere di Abu Ghraib da parte dei soldati americani.
Esperimenti scientifici, eventi storici e di cronaca sono opportunamente affrontati attraverso l’occhio della cosiddetta Psicologia del male, da cui trae ispirazione il testo dello psicologo palermitano Piero Bocchiaro, ricercatore presso la Vrije Universiteit di Amsterdam e collaboratore di Phil Zimbardo che, oltre a considerare il male in azione spinge a riflettere sul male dell’inazione. Se migliaia di persone hanno obbedito ciecamente fino a contribuire alla realizzazione di fenomeni imponenti come l’Olocausto un numero importante di soggetti hanno permesso e permettono al male di agire semplicemente per la loro “non azione”.
Oltre mezzo secolo di ricerche ci permettono oggi di affermare che, così come la maggior parte di noi non è “disposizionalmente” cattivo, è altrettanto vero che soltanto una minima parte appartiene alla categoria “epica” degli eroi, personaggi poco reali e distanti dal concetto di eroismo a cui fa riferimento Zimbardo e al quale si riferisce il progetto H.I.P.: “eroismo” inteso come incoraggiamento all'azione positiva, a superare la naturale tendenza umana a osservare, aspettare e rimanere passivi, quando sorge l'opportunità di agire per il bene altrui. In quest’ottica si realizza il progetto presso l’I.S.I.S. “Gramsci-Keynes” di Prato al fine di sollecitare gli studenti a confrontarsi con il bullismo, ipregiudizi, l’isolamento socialeel'indifferenza passiva.
Il progetto intende ispirare eroismo nella gente comune e insegnare a prendere decisioni sagge ed efficaci quando nascono opportunità di gesta eroiche. Il programma combina le più recenti scoperte nel campo della psicologia sociale con la pratica nella formazione per insegnare ai giovani come affrontare direttamente un problema, riflettere sulla situazione, individuare soluzioni e risolvere i problemi che accompagnano tali processi.
Il corso si prefigge di far riflettere gli studenti, partendo da eventi storici e di cronaca, analizzati attraverso la comparazione e i risultati di studi di laboratorio e sul campo, su quali fattori possano spingere gli esseri umani a compiere azioni cattive, immorali, distruttive o ad assistere passivamente al compimento di azioni malvagie, al fine di indurre i soggetti, qualora se ne presentasse l’occasione, a propendere verso una “banalità del bene”, ponendosi in un’ottica di tipo situazionista, stimolando il loro “immaginario eroico” ad agire in favore del benessere sociale e a non conformarsi alle azioni di eventuali comportamenti di compagni di classe o di scuola devianti, degenerando verso le condotte suggerite dal pregiudizio sociale e dal bullismo.
I risultati di numerosi studi condotti a partire dagli anni Sessanta testimoniano e rafforzano l’idea secondo cui il “male”, così come il “bene” (nelle sue varie forme) possa essere compiuto da chiunque venga a trovarsi in particolari situazioni. La conoscenza e la riflessione sui meccanismi che intrecciano fattori disposizionali e situazionali può fornire agli studenti gli strumenti per difendersi e destreggiarsi dai principi di persuasione e di manipolazione quotidianamente attivati dai persuasori dell’occulto che si basano principalmente sulla tendenza dell’essere umano ad obbedire ciecamente all’autorità e di conformarsi alla società.
Grazie al materiale fornito personalmente dal prof. Zimbardo e dal dr. Bocchiaro al prof. Cianciabella, psicologo sociale che condurrà il corso, verranno illustrati gli sviluppi della ricerca sul campo, dei quali il progetto si alimenta, motivando gli studenti durante il percorso formativo che, nelle sua realizzazione più ampia sta già fornendo i primi risultati e le prime reazioni nei loro compagni americani.
Come si legge nella rivista “Mente e Cervello” del mese di luglio 2011 dalle parole della dott.ssa Henderson, direttrice del programma di ricerca: «un ragazzo ha raccontato di aver visto un piccolo incendio in un bidone a scuola. Prima avrebbe pensato che se ne sarebbe occupato qualcun altro, mentre in quell’occasione ha spento il fuoco, chiedendo aiuto ad amici e insegnanti», un altro studente, James ha dichiarato: «Quando mi capiterà di incontrare qualcuno in difficoltà mi ricorderò sempre che quante più persone sono presenti più è facile sentirsi deresponsabilizzati e pensare che interverrà qualcun altro. Perciò ora sono molto più propenso ad agire».
L’entusiasmo rilevato presso le scuole di San Francisco, motivato dai momenti di discussione e di riflessione sugli esperimenti e video presentati è già stato rilevato presso il “Gramsci-Keynes” nell’A.S. 2010-2011 alle lezioni del prof. Cianciabella e della prof.ssa di Inglese Laura Corsi presso la classe V D Erica, permettendo agli studenti di collegare esperimenti e concetti di Psicologia Sociale ad argomenti di Storia e Letteratura Italiana, dai totalitarismi al pensiero pirandelliano, fornendo spunti per collegamenti interdisciplinari necessari alla produzione di lavori presentati a fine anno. In quest’anno scolastico il progetto si presenta arricchito dalle competenze di docenti con comprovata esperienza in settori disciplinari quali la Storia, la Letteratura, la Filosofia, l’Inglese e la Religione al fine di rendere il progetto maggiormente aderente alle realtà ed ai contesti in cui i soggetti si trovano ad agire quotidianamente, fornendo contenuti accattivanti dal punto di vista formativo e socialmente rilevanti e, come afferma Zimbardo, nella speranza di rendere il mondo più umano a partire da noi stessi.
Parteciperanno al progetto:
·         le classi IV B Liceo, IV C ERICA, IV D ERICA, per un totale di ca. 80 studenti.
Insegnanti coinvolti:
·         Prof.ssa Laura Corsi, docente Lingua e Letteratura Inglese classe IV B Liceo
·         Prof.ssa Maria Rita Venneri, docente Storia e Filosofia IV B Liceo
·         Prof. Andrea Bagni, docente Italiano e Storia IV C ERICA
·         Prof.ssa Maria Cristina Mengozzi, docente Italiano e Storia IV D ERICA
·         Prof.ssa Crucitti, docente Religione
Esperto esterno:
·         Prof. Cianciabella Salvatore, Psicologo Sociale e Formatore (cianciasal@yahoo.it)
Un particolare riferimento per il supporto e le risorse fornite, necessari alla realizzazione del progetto:
·         Prof. Philip Zimbardo, Psicologo Sociale, Prof. emerito dell’Università di Stanford;
·         Dott. Piero Bocchiaro, Psicologo Sociale, Ricercatore della Vrije Universiteit di Amsterdam.
Siti utili di riferimento:
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